Andrea Gibellini
Alcune
settimane dopo l'inaugurazione della nuova sede del Ducato, nei locali
messi a disposizione dalla munificenza della Banca Popolare di Bergamo,
scade il mandato triennale del Duca Orobico, e vengono pertanto indette
nuove elezioni.
I candidati in ballottaggio sono due: il dott. Cantini, duca in
scadenza, ed il dott. Andrea Gibellini, cavaliere J.P di nuovo conio.
A questo punto il Senato ducale, unico organo preposto alla nomina del
Duca, si spacca esattamente a metà, cosa mai avvenuta in analoghe
passate circostanze.
Cos'era successo? Se si fosse trattato di elezioni politiche o simili,
si sarebbe gridato subito allo scandalo, a lotte di potere o
patteggiamenti sottobanco e via di questo passo: qui invece nulla di
tutto cio! Chi ha votato Cantini ha inteso premiare e confermare un Duca
che, nel solco della tradizione, ha ben operato nel corso del suo
triennio di regno.
Chi ha votato Gibellini ha inteso stimolare il Ducato a ringiovanire
l'organizzazione delle tradizionali attività folkloristiche, e dare
nuovo impulso al "GIOPÌ",
ma sopra tutto ha inteso dare alla Banca Popolare di Bergamo la massima
garanzia di uno scrupoloso utilizzo dei locali, cosi benevolmente
concessi.
Data la particolare situazione venutasi a creare, avanti di indire una
nuova convocazione senatoriale, si è ritenuto opportuno tenere una
ristrettissima riunione, alla quale erano presenti - oltre ai due
candidati - il Vice Duca del tempo, avv. Tino Simoncini, ed il Capitano
di Giustizia, Dott. Alberto Miraglia. Dopo una serena ed obiettiva
disamina dei pro e dei contro delle due possibili soluzioni, il dottor
Cantini, con gesto di grande signorilità, ritenne di fare un passo
indietro, lasciando così via libera al dott. Gibellini, che, alla nuova
convocazione elettorale del Senato, ottenne una votazione quasi
plebiscitaria.
Il novello Duca - sibi imposuit nomen ANDREA I - si butta,
coll'entusiasmo di un neofita, in un mondo a lui totalmente nuovo; ma
l'esperienza professionale, unita alla capacità di andare subito al
nocciolo delle cose, gli consentono di impossessarsi rapidamente delle
nuove problematiche. Si accaparra stima, fiducia e confidenza dei piu
stretti collaboratori, smussando le inevitabili frizioni, assegnando ad
ognuno compiti e responsabilità per quanto possibile ben definiti:
Carmelo Francia alla direzione effettiva del "GIOPÌ",
il geom Franco Folzi all'organizzazione dei tradizionali festeggiamenti
di Mezza Quaresima, mentre affida ad Abele Ruggeri la responsabilità
della Rassegna Teatrale. Accoglie suggerimenti e indicazioni di ogni
provenienza e razionalizza in modo quasi manageriale le molteplici
attività, all'insegna del motto: "Portare il Ducato alla gente, per
portare la gente al Ducato".
Il primo impegno portato avanti dal novello Duca è stata l'istituzione
di una scuola di dialetto, presieduta all'inizio dal prof. Vittorio
Mora, indiscusso esperto di storia e letteratura bergamasche, al quale,
poco dopo, subentra Carmelo Francia, che la conduce tuttora.
La pubblicazione del "GIOPÌ"
ha da sempre assorbito la fetta più grossa delle già magre risorse
economiche, ma con l'arrivo del nuovo Duca furono mobilitate nuove e
valide collaborazioni, quali quella di Mario Locatelli, Franco Irranca,
Stefano Rovaris, e caricaturisti di tutto rispetto come Vania Russo e
Silvana Capelli, arricchendo cosi il nostro quindicinale di nuove ed
interessanti rubriche fisse. Al fine di assicurare alla tradizionale
manifestazione folkloristica di Mezza Quaresima una più consistente
presenza di carri allegorici e di gruppi in costume, il nuovo Duca crea
due concorsi con allettanti premi in palio, da assegnare sulla base di
una graduatoria stilata da una qualificata commissione, così che, in
alcuni anni, i gruppi partecipanti sfiorano il centinaio.
Visti gli ottimi risultati ottenuti e considerato l'intendimento della
Civica Amministrazione del tempo di attivare alcune iniziative di
richiamo turistico, il dott. Gibellini concorda con la stessa di
realizzare un Festival Internazionale del Folklore, nel quale il Ducato
si sarebbe assunto l'onere dell'organizzazione, mettendovi a
disposizione le proprie risorse e la propria esperienza, mentre
l'Amministrazione Comunale sarebbe intervenuta con un consistente
contributo a fondo perduto.
Questo rito folkloristico si ripete dall'ormai lontano 1983, deliziando
turisti italiani e stranieri, nonché i residenti che celebrano così,
degnamente, il rientro in città dopo le vacanze estive e, insieme, la
festa del loro santo patrono. A distanza di oltre vent'anni, questa
rimane una delle iniziative più qualificanti e prestigiose che il Ducato
abbia mai attuato, facendo di Bergamo, per una settimana ,un centro
d'attrazione e di interesse per quanti seguono gli spettacoli
folcloristici e vi vedono un mezzo privilegiato per incontrare e
conoscere altri popoli ed altre culture.
Un'altra
iniziativa, nata durante il regno del Duca ANDREA I, è la Rassegna
Regionale del Teatro dialettale, giunta quest'anno alla sua XXIIIa edizione, al cui successo ha contribuito la validità degli autori dei
testi, lasciati troppo a lungo nel dimenticatoio, la preparazione
recitativa di compagnie ed attori ed una accresciuta maturità culturale
del pubblico.
Negli ultimi anni, tuttavia, si è registrata una leggera inversione di
tendenza, da considerarsi, in certa misura, come un successo, poiché il
calo di affluenza al teatro trova qualche spiegazione in una specie di
"concorrenza", dovuta alla notevole diffusione in provincia delle
rappresentazioni dialettali, cui ci piace pensare abbia contribuito pure
il Ducato di Piazza Pontida, come appunto è nelle sue specifiche
finalità.
Nel costante disbrigo delle ricorrenti pratiche burocratiche,
autorizzazioni, permessi e quant'altro connesso allo svolgimento delle
attività che gli sono proprie, spesso al Ducato viene richiesto di
corredare le proprie documentazioni con la presentazione dello statuto
sociale. E regolarmente i nostri incaricati vi provvedono consegnando il
nostro regnò

"ORDINI E CAPITOLI DEL DUCATO DI PIAZZA PONTIDA" (rielaborato dal Vice
Duca del tempo avv. Costantino Simoncini sulla traccia di un testo
precedente) steso - pur nel rispetto dei requisiti sostanziali - non
nell'arida e fredda forma notarile, ma nella più divertente forma aulica
ed ampollosa, tipica dell'epoca cavalleresca medioevale, che si impone
alla divertita attenzione della cittadinanza bergamasca. Forse, proprio
per questi motivi, il testo fu ritenuto troppo lacunoso dei prescritti
requisiti burocratici, così che il Duca ANDREA I fu praticamente
costretto a rielaborare un nuovo testo statutario, snaturando in buona
misura il simpatico e piacevole testo originale. Il Duca ANDREA I regno
per sei anni, dal 1981 al 1986.
I suoi piu stretti collaboratori, con gli amici ed i numerosi
estimatori, esercitarono forti pressioni affinché accettasse una terza
investitura; ma il dott. Gibellini oppose, sia pure con palese, sincero
rincrescimento, un fermo diniego, motivato dal fatto che, nell'ambito
della sua attività professionale, erano in vista nuovi gravosi impegni:
due anni dopo, infatti, verrà nominato direttore generale del Credito
Varesino.