Lìber Prim
Orobico I
Il
regno di Esculapio I - Duca tanto generoso e pieno di slanci, quanto
talvolta impulsivo - dura ben dodici anni, e si conclude con qualche
increspatura nei rapporti coi maggiorenti del Ducato.
Tutti vorrebbero vedergli succedere l'avv. Tino Simoncini, già Sindaco
di Bergamo nel secondo decennio postbellico, uomo sapido, dotato di una
parlantina sciolta ed avvincente, che accattiva la generale simpatia, e
già nominato Vice Duca dallo stesso Esculapio.
Purtroppo i gravosi ed assillanti impegni politici e professionali che
ancora lo assorbono, lo costringono a declinare un incarico che gli
sarebbe riuscito certamente congeniale.
Una rapida consultazione del Consiglio della Corona porta alla
candidatura del dott. Gianfranco Cantini, di professione veterinario,
già nominato cavaliere j.p. dallo stesso Duca Esculapio, ed entrambi
appassionati cinofili. La candidatura è approvata ed il Senato ducale,
quasi all'unanimita, elegge Gianfranco Cantini VI Duca di Piazza
Pontida, il quale sibi imposuit nomen OROBICO I, come annunciato dallo
stesso nel discorso di insediamento durante la solenne cerimonia
dell'incoronazione avvenuta il 17 dicembre 1977.
Primo atto del novello Duca: la proposta di modifica dell'art. XV degli
"Ordini et Capitoli del Ducato di Piazza Pontida" che riduce la durata
della carica di Duca da sei a tre anni, come richiesto da numerose
frange del corpo ducale ed approvato dall'assemblea del Senato stesso.
La gestione Orobico I è particolarmente incentrata a riportare, sia pure
gradualmente, un maggior equilibrio tra spese e proventi, avvalendosi
in ciò delle particolari capacità manageriali dell'allora ministro del
Tesoro, rag. Eugenio Consonni.
Memore delle iniziative che sviluppò come presidente dell'associazione
Amici della Vedovella, - un gruppo di nostalgici ex universitari
bergamaschi degli anni immediatamente precedenti il secondo conflitto
mondiale - attuò nel Ducato una serie di iniziative culturali, con la
realizzazione di conferenze storico-letterarie, tenute presso il Centro
Culturale S. Bartolomeo dei Padri Domenicani su illustri personaggi
bergamaschi , come Antonio Locatelli e Gennaro Sora; o su particolari
avvenimenti o circostanze che hanno comunque coinvolto la gente
bergamasca. Conferenze tenute da validi e ben qualificati oratori quali
il dott. Leonardo Caprioli, presidente nazionale degli Alpini, il dott.
Veronelli, l'avv. Rodari ed altri ancora. Iniziative che si conclusero
con una interessantissima mostra retrospettiva sulle origini e sulla
vita del Ducato di Piazza Pontida e che abbiamo cercato di rinnovare in
occasione dell'80° di fondazione.
Ma il fiore all' occhiello del Duca Orobico è stata l'idea di assicurare
al Ducato una sede degna ed in perfetta assonanza col proprio nome,
cioè nel cuore stesso di Piazza Pontida. Infatti, nel 1979 - durante
l'annuale assemblea sociale della Banca Popolare di Bergamo - il dott.
Cantini chiede la parola all'allora presidente avv. Lorenzo Suardi, e,
presentatosi sia come socio della banca stessa che come Duca di Piazza
Pontida, invita molto garbatamente e con altrettanta convinzione la
Presidenza a prendere in considerazione la possibilità di concedere
alcuni locali, di proprietà della Banca, nel caseggiato appena
ricostruito che si affaccia sulla piazza Pontida, lungo il portico una
volta chiamato "dei Gentiluomini", così da consentire al Ducato di
rientrare nel bel mezzo dei suoi ideali possedimenti. La proposta,
accompagnata dagli scroscianti applausi del folto ed anche divertito
pubblico dei soci presenti, viene accolta favorevolmente dalla direzione
della Banca, così che in breve tempo il Ducato abbandona la vecchia
sede di via Broseta per prendere possesso di quella offertaci dalla
Banca Popolare di Bergamo.
La sua inaugurazione viene festosamente salutata con brindisi e discorsi
alla presenza dell'avv. Lorenzo Suardi, presidente della banca,
accompagnato, per l'occasione, dal condirettore generale dott. Andrea
Gibellini.
Qui, il Duca Orobico I, circondato dai dignitari e dal Senato al gran
completo, ringrazia la Banca per la munifica concessione e - quale
tangibile attestazione della sincera gratitudine di tutta la grande
famiglia ducale - conferisce ai due illustri ospiti le onorifiche
insegne di CavaliereJ.P. Si chiude così bellezza il triennio del Duca
Orobico I.
