Lìber Prim
Pietro I

Il
suo triennio di regno è stato indubbiamente impegnativo in quanto,
succedendo direttamente al Duca Gibellini, aveva sì, fresco, il
riferimento di una gestione impostata dal suo predecessore con criteri
quasi manageriali, ma, per contro, si sottoponeva ad un confronto non
sempre facile da sostenere.
Ma, tutto sommato, è sempre meglio seguire un solco già ben tracciato, che doverne tracciare uno ex novo.
Così il Duca Pietro I poté tranquillamente contare su uno staff già
collaudato e ben affiatato, consolidatosi nel corso del triennio,
durante il quale l'unico inserimento registrato fu quello dell'avv.
Franco Offredi nel settore del teatro dialettale di prosa. Col passar
degli anni, crescendo il successo della Rassegna teatrale voluta dal
Duca Gibellini, il suo successore, l'imperante Duca PIETRO I, dovette
darsi da fare per sostituire alla ormai insufficiente Sala Greppi un ben
più ampio teatro, che fu appunto individuato nel San Sisto di
Colognola.
A distanza ormai di quasi tre lustri, il regno del Duca PIETRO I serba
ancora un qualcosa di attuale, in quanto fu proprio in quel periodo che
si abbozzarono alcuni progetti, già imbastiti dal suo predecessore Duca
Andrea Gibellini con l'arch. Sandro Angelini, in merito ad alcune statue
raffiguranti l'Arlecchino, da collocare in piazza Mercato delle Scarpe;
ma non sopra un piedestallo od una aiuola, com'è consueto, bensì
aggrappate alla parete di qualche casa circostante, in atto di una
furtiva scalata.
Questo fatto testimonia, se ancora ve ne fosse bisogno, da quanto tempo
il nostro Ducato si è prodigato per valorizzare le tre maschere nostrane
rivendicando, con particolare riferimento all'Arlecchino, la loro
autentica origine bergamasca. Sul numero 14 del "GIOPÌ",
datato 31 luglio 1987, compare un profilo biografico del Duca PIETRO I,
steso per mano della poetessa Elisa Faga Plebani, che mi piace
riportare integralmente, perhé efficace e ben centrato, come solo può
riuscire ad una poetessa del calibro della nostra: << Decisamente
il nostro Duca Pietro I è stato e continua ad essere uomo d'azione,
l'iniziativa e la fantasia che gli sono proprie le va ricercando nei
suoi collaboratori e, quale Duca Serenissimo, fra tutte le genti del
territorio che si estende dal crinale dei monti orobici lungo le
valli..e nella pianura tra il fiume Adda ed il fiume Oglio, fino ai
limiti delle terre cremonesi >>.
La ricerca di alcuni spunti per la stesura di queste note biografiche,
relative agli ultimi duchi avvicendatisi sul trono ducale, mi ha offerto
l'opportunità di sfogliare vecchi numeri del GIOPÌ e rituffarmi in un imprevisto quanto piacevole "revival" per un
triennio di lavoro trascorso con lui, gomito a gomito, nell'ultima
frazione degli anni'80, durante la quale il duca Pietro I si è prodigato
generosamente, mettendo a disposizione del nostro sodalizio le sue
numerose ed influenti conoscenze, sia nell'ambito della Bergamo che
conta, come pure negli uffici pubblici.
Non dobbiamo infatti dimenticare che l'ing. Polenghi è stato, per
diversi anni, direttore della S.I.P. (poi diventata Telecom) per la
provincia di Bergamo, consigliere da una vita dell'A.C.I., di cui oggi è
autorevole Presidente, come pure è stato presidente della M.I.A. -
Opera Pia della Misericordia Maggiore, e dell'Istituto Grafico
Litostampa.