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Mai come quest’anno c’era bisogno degli auguri
Le condizioni generali le conosciamo tutti, abbiamo lasciato la barchetta italiana per salire sulla nave europea credendo di metterci al sicuro e invece ci hanno scaricato indicandoci la scialuppa di salvataggio. Una situazione, quindi, anche per le amministrazioni locali, con presagi di falle rischiose di affondamento. Conclusione: mai come quest'anno c'era veramente bisogno degli auguri. Proprio per offrire alle Autorità cittadine almeno una ciambella di ottimismo per le difficoltà che dovranno affrontare nel 2012, il Duca aveva scelto temi positivi, più che delle pungenti notazioni, per le concioni tradizionalmente rivolte ai notabili. Questa la premessa, ora una succinta cronaca. Come ogni anno, fanfara di Sorisole in testa, il corteo ducale ha varcato i simboli confinari delle Colonne di Prato per presentare ai vertici cittadini l'augurale messaggio propiziatorio. Primo intoppo, palazzo Frizzoni risultava occupato dalle truppe alpine (inaugurazione del restaurato monumento ai fratelli Calvi). Imperterrito il corteo ha proseguito per il palazzo della Provincia, qui ad accogliere: il Presidente del Consiglio provinciale Roberto Magri con l'Ass.re alla Cultura Giovanni Milesi in rappresentanza del presidente della Provincia Ettore Pirovano, ma dov'è il Prefetto? Si rischia l'incidente diplomatico, malcelato disappunto del Duca che si era alzato alle 6 del mattino per passare e ripassare la composizione poetica dedicatagli. Sembra che i già farraginosi ingranaggi statali siano stati bloccati dal classico granello di sabbia. Una pecca burocratica mai accaduta, ma c'è sempre una prima volta. I rituali voti benaugurali giungono così al destinatario Provincia, mentre non trovano recapito in Prefettura. La sfilata si riavvia per il palazzo comunale nel frattempo evacuato dalle Penne nere. Sulla soglia ad attendere il Sindaco Franco Tentorio, il vice-Sindaco Gianfranco Ceci, l'Ass.re ai Lavori pubblici Alessio Saltarelli, notato anche il Consigliere regionale Daniele Belotti. Debordando un poco dallo stretto cerimoniale, Lìber Prim scioglie con fervoroso slancio i versi auspicanti il realizzo di Bergamo capitale (della cultura). Il Sindaco, orfano dell'interprete, con signorile gesto di cortesia s'arrischia a dialogare col visitatore in bergamasco, buoni i propositi ma dubbiosi i risultati, però alla fine i due si capiscono e la cerimonia si tinge di cordiale intesa. Luciano Ravasio, nelle vesti di menestrello, canta e incanta, tanto che: ducali, comunali e popolo si uniscono in coro ...e ché comande mé ché... Certo, attribuirsi del potere in canzone è plausibile, ma quanto ce ne concederà il 2012 è tutto da vedere; ricordo un premonitore proverbio che dice: «An bisestì no l'val ü quatrì». Allora facciamoci gli auguri, forse ne avremo bisogno, poi vedremo se il verde primaverile saprà di speranza o di bolèta.
Silli
Riceve una clessidra
punta l’anno in pieno inverno, quello vecchio se ne è andato, ma sappiam il tempo è eterno: l’anno al mese e al dì è legato.Quel che è stato lo sappiamo, quel che viene è d’accertare, bello o brutto lo accettiamo: non possiam che ben sperare. Diamo al Sindaco Tentorio, alla sua Amministrazione, dell’accenno meritorio per l’acconcia decisione di avanzar candidatura di far «Bèrghem» capitale europea della cultura; un onore senza eguale. Già inoltrata è la richiesta, indi occorre tampinare chi decide e chi contrasta, s’ha ogni scoglio d’evitare. Segua ogni ora la trafila le lasciamo lo strumento, certe volte basta un nulla perché vada tutto...al vento.
Riceve un estintore
Spunta l’anno in pieno inverno, quello vecchio se ne è andato, ma sappiam il tempo è eterno: l’anno al mese e al dì è legato. Quel che è stato lo sappiamo, quel che viene è d’accertare, bello o brutto lo accettiamo: non possiam che ben sperare. Circa Lei, signor Prefetto, rammentiamo con piacere dell’annata chiusa un fatto che l’ha vista da paciere. Mica sempre i dipendenti son tranquilli o rassegnati, al contrario dei momenti sono alquanto esasperati. Gli impiegati di Provincia, dal brucior resi paonazzi, allarmati per la «trancia» su prebende e indennizzi, meditavan di infuocare relazioni e rendimenti. Ella, in veste di pompiere, tutto spense. Complimenti!
Riceve alloro e pergamena
Spunta l'anno in pieno inverno, quello vecchio se ne è andato, ma sappiam il tempo è eterno: l'anno al mese e al dì è legato.Quel che è stato lo sappiamo, quel che viene è d'accertare, bello o brutto lo accettiamo: non possiam che ben sperare. Il Presidente di Provincia, nostra voce in Parlamento, al progresso non rinuncia, lo diciam a onore e vanto. Quindi in linea coi tempi e seguir la buona usanza, è ricorso ai saggi esempi che ci ispirano speranza. Visto il popol suo turbato da linguaggi d'ogni landa, con fervore s'è impegnato a sbrogliare la faccenda. In tre lingue il calendario ha disposto di stampare, onde ognun, in suo frasario, possa i giorni consultare.
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