Per informazioni: redazionegiopi@ducatodipiazzapontida.it
>> modalità di abbonamento
Giopì n. 12 30 giugno 2008
IN QUESTO NUMERO: ■ FONTANE SENZ’ACQUA: BRUTTO BIGLIETTO DAVISITA pag. 2 ■ POZZANGHERE: UNO SLALOM PER ATTRAVERSARE LA STRADA pag. 2 ■ LA PAGINA DELLA POESIA BERGAMASCA pag. 3 ■ GUARESCHII: UN UOMO LIBERO SOTTOVALUTATO DALLA CRITICA MA AMATO DAL PUBBLICO pag. 4 ■ LA NUOVA RACCOLTA DI POESIE DI LIANADE LUCA pag. 4 ■ I BERGAMASCHI ILLUSTRI: ANTONIO TIRABOSCHI pag. 5 ■ BARNABÒ VISCONTI: TESTIMONE DEL SUO TEMPO pag. 6 ■ NEGLI STEMMI NOBILIARI UN PASSATO DA RICORDARE pag. 6 ■ CONCLUSI I CORSI DI DIALETTO ORGANIZZATI DALDUCATO E A CENATE SOTTO pag. 7 ■ LA «PAGINA DELLA LINGUA BERGAMASCA» pag. 7 ■ L’ASSEMBLEA DEL GRUPPO BPU E L’ASSOCIAZIONE «AMICI DI UBI-BANCA» pag. 8
ALLA FINESTRA In roch e in rap
Alle volte, inesorabili circa un dubbio del momento, scribacchiando - in gergo orobico - mettiam giù del gran spavento, raccontandola assai grigia con un po’ di cupidigia. Ma oggidì, stupiti ed umili, ripensando al «sottopasso» - sempre in gergo - dobbiam dirvelo: non è ver che è andato a spasso; per quell’attimo fuggente se ne parla... finalmente! Sarà pronto, a quel che dicono, per metà del suo sentiero, questo autunno. L’anno prossimo finalmente avrà un intero la sciarada... e la corsia per schivar la ferrovia. Nel frattempo, eccitatissimi, tuttavia in bipartisan, questa volta han scritto regole per i «dehors» che, tutti san, suppergiù sono i ripàr per i tavoli dei bar. Questi «in basso», i fatti storici rilevati fino a ieri; mentre «in alto», ancor commentano, per dissimili pensieri certi in rock e certi in rap, l’invadenza del Kebab.
Francitus
Ospiti del locale gruppo folk «Lampiusa» per il 40° anniversario di fondazione Il meglio del folclore bergamasco al festival di Parre Ospite del Gruppo Lampiusa di Parre, che concludeva così degnamente i festeggiamenti per il suo 40° di fondazione, si è svolta sabato 7 giugno la 15a edizione del Festival del Folclore Provinciale. Lo spettacolo ha visto l’avvicendarsi sul palcoscenico della casa della Comunità di Parre di cinque gruppi folcloristici Bergamaschi, oltre ovviamente al Gruppo Lampiusa che, nel fare gli onori di casa, ha aperto lo spettacolo con due esibizioni che hanno richiamato la tradizione popolare dell’alta Valle Seriana. È stata poi la volta del Gruppo Gioppini di Bergamo che ha proposto tre momenti di canti e balli. È quindi salita sul palco la Cumpagnia di Cansù di Rovetta che ha presentato quattro canzoni popolari tutte cantate a cappella. La seconda parte dello spettacolo ha visto salire alla ribalta il Gruppo Arlecchino di Bergamo che, diretto dalla caratteristica maschera, ha proposto tre brani della cultura bergamasca e terminato l’esibizione proponendo, a suo modo, una ricetta per preparare una buona «Polenta». Dopo il Gruppo Arlecchino ad allietare la serata è stata «La Garibaldina» di Terno d’Isola che, con i suoi flauti di Pan («Sefoi»), ha eseguito alcuni brani di canzoni popolari. Ha chiuso la manifestazione il Gruppo Orobico di Bergamo che, oltre a balli e canti, ha presentato «La Bergamasca » un ballo molto ben ritmato e vivace che ha strappato molti applausi. Lo spettacolo è stato presentato da Aldo Imberti, che non ha mancato di proporre simpatici intermezzi per riempire le pause tra un’esibizione e l’altra, riuscendo a tener sempre elevati i ritmi della serata.La manifestazione si è conclusa con l’invito sul palcoscenico delle varie autorità presenti: il sindaco di Parre Ferrari, il duca di Piazza Pontida, Lìber Prim, il consigliere Regionale Belotti, il Presidente regionale della FITP Giancarlo Castagna e il Presidente Nazionale FITP Benito Ripoli. Tutti hanno ringraziato e si sono complimentati con i gruppi che hanno saputo proporre una bella serata all’insegna delle tradizioni e dei costumi bergamaschi. Il Presidente Nazionale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, Benito Ripoli, alla fine del suo intervento, ha comunicato ufficialmente che la Giunta Nazionale della FITP, riunitasi per l’appunto a Parre in occasione dei Festeggiamenti del Gruppo Lampiusa, ha deliberato che il Festival Internazionale del Fanciullo e del Folclore 2009 si svolgerà in Alta Valle Seriana. Un bel riconoscimento per una Provincia che fa del folclore un suo fiore all’occhiello.
Mario Morotti
Fu Giacinto Gambirasio ad adoperarsi per far stampare il capolavoro di Bortolo Belotti costato all’autore «sudate ricerche» Nessun editore orobico voleva pubblicare la «Storia di Bergamo e dei bergamaschi»
Nelle biblioteche di tanti bergamaschi fanno bella mostra i tomi (alcuni rilegati in pelle) della Storia di Bergamo e dei Bergamaschi, ma pochi conoscono l’iter editoriale della pubblicazione, opera magna di Bortolo Belotti. Intorno al 1940 l’autore del prestigioso lavoro durato anni di «sudate ricerche», di ore trascorse in archivi, in biblioteche, consultando documenti, carte, cartine, sfogliando cinquecentine, scartoffie e chi più ne ha ne metta, non trovava editori locali disposti a far gemere i torchi. Le sue fatiche, al momento, rischiavano d’essere vanificate e riposte nel buio d’un cassetto per un tempo imprecisato in attesa di tempi migliori. Fu merito del poeta e direttore del Giopì Giacinto Gambirasio che indicò e s’adoperò presso la Casa Editrice CESCHINA di Milano se la prima edizione, in tre volumi, vide la luce. Seguirono altre due edizioni a cura della Banca Popolare di Bergamo, la prima nel 1958, la seconda aggiornata da mons. Luigi Chiodi (1989), stampate con i tipi dell’Editrice Bolis di Bergamo. A testimonianza dell’evento, qui di seguito, la fotocopia della bellissima dedica di ringraziamento che il Belotti vergò sul frontespizio della prima edizione (datata luglio 1940) oggi custodita in casa Gambirasio. A Giacinto Gambirasio con vivo affetto, con sincera obbligazione ed alta stima, Egli mi diede prova di salda amicizia, seguì, amò e diffuse questa mia opera; poeta geniale, agile e vivace scrittore, infaticabile esaltatore della nostra amatissima terra, trascrisse un volume di storia con due versi soli: «Caràter de la rassa bergamasca: fiama de rar; sóta la sènder, brasca» Bortolo Belotti Luglio 1940 Circa 2 mesi dopo il Gambirasio dedicò al Belotti la poesia elogiativa (che pubblichiamo a lato) per l’opera letteraria che rimarrà nel tempo, la Storia dove ogni bergamasco ritroverà le proprie radici.
Piero Marcellini
A Bortolo Belotti per la sua «STORIA DI BERGAMO E DEI BERGAMASCHI»´L premio piö bèl per l’òm che l’ se töl fò da chèi ch’i scampa sènsa lassà ´l sègn l’è ´l pensér che, mort lü, l’òpera sò la dürerà ´n di sècoi ch’i à de vègn. I croda i monümènc, ma ´l rèsta amò a’ ´n di rüine ´l timbro de l’inzègn che l’à creàt vergót de grand; però tra i monümèncc l’è ´l lìber ol piö dègn. Ol tép a l’romp la préda, col progrèss la sciensa la se cambia, la distrüs la spada de la spada ògne sücèss. Se ´l tép a l’masna töt, sènsa pietà, dòma ´l lìber a l’ rèsta e l’isberlüs, e fina che gh’è mond a l’ resterà. Issé, se m’varda inàcc, m’vèd la sò Stòria, amìs Belotti, fröt de la sò mènt, come l’öltem eterno monümènt che Bèrghem la gh’avrà sèmper in glòria. E in ògne tép, per lü, s’gh ´avrà memòria de töcc i bergamàsch pié de talènt, del pòpol laboriùs e inteligènt che ‘n töcc i sècoi l’à cantàt vitòria. Santa Maria, la Tór del Campanù i ´ndarà ´n tòch, ü dé; e l’architèt piö brao l’ sarà mia bu de fài rivìv. Ma i piö grancc bergamàsch, dal Coleù, al Tass, al Maj, al Nöll, al Donizèt, al Locadèl, per lü, i sarà amò viv!
Giacinto Gambirasio Seriate, 28-IX-1940
|