:: Giopì 2008  
 
Giopì n.18 - 31 ottobre 2008 ::  

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Giopì n. 18
31 ottobre 2008





 

IN QUESTO
NUMERO:
 

■ LA PREFETTURA E I PREFETTI A BERGAMO pag. 2
■ FATTI E OPINIONI: LA SCUOLA PRIMARIA DI DOMANI pag. 2
■ LA PAGINA DELLA POESIA BERGAMASCA pag. 3
■ ARTE D’AVANGUARDIA: QUALE GIUDIZIO ESPRIMERE? pag. 4
■ BARTOLOMEO BETTERA: L’ETERNO SECONDO pag. 4
■ I BERGAMASCHI ILLUSTRI: GIÓSEP SÖCALÓNGA (GIOPÌ) pag. 5
■ SULLE TRACCE DI SAN COLOMBANO pag. 6
■ ANCHE NELL’800 CACCIATORI PERSEGUITATI DA FISCO E GENDARMERIA pag. 6
■ GENTE DI CASA NOSTRA: OTTO BUONO TERZI pag. 6
■ LA SPEDIZIONE DEI MILLE E LA SPARTIZIONE DEI MILIONI pag. 7
■ RICORDO DI ENRICO E VINCENZO MORALI pag. 8
■ ILSANTUARIO DELLA MADONNA DELLA FOPPA pag. 8


ALLA FINESTRA
Rassegna piccola

La rassegna nostra solita, per non essere ignorante, cerca un santo a cui rivolgersi ché, le cose sono tante da esser troppe, e va’ a capire quali dir, quali non dire. Per esempio, una magnifica, certamente è l’intenzione del Comune, onde difendere la gentil popolazione dallo smog, di farsi in sette... noleggiando biciclette. Nel contempo, telecamere per Città Alta e per il Centro stan giungendo, che controllino quanto traffico c’è dentro. Già in passato eran gradite! Non si sa ove sian finite. Quella poi, diciam, degli alberi segna tempi, e luoghi e cene, visti in foto che fiorivano, non l’abbiam capita bene. Tenevamo altra condotta: scioperar per la pagnotta! Per finire - che sia l’ultima dopo tanta aspettativa, vien dal ciel come un volatile la speranza rediviva dello Stadio. E dove? E quando? Stiamo, sadici, aspettando!

Francitus


Dal 15 novembre nel Salone dell’ex Ateneo di Città Alta caricature e ricordi (Fritolade) di Piero Marcellini
Teatro, teatranti (e politici) nel mirino di Aldo Bortolotti
Nell’ambito dello spettacolo teatrale rientrano infatti - a pieno titolo secondo il graffiante vignettista bergamasco - non pochi personaggi della scena pubblica e non poche vicende della politica italiana


Si inaugura sabato 15 novembre, alle ore 17, la nuova personale di Aldo Bortolotti, che non finisce di stupirci per la vitalità e la vivacità della sua ispirazione satirica e per l’incredibile capacità di lavoro. Collabora, come è noto, a diversi giornali, fra cui il nostro; partecipa a numerose manifestazioni nazionali e internazionali, spesso ottenendovi prestigiosi riconoscimenti; e si prende pure il lusso di sfornare ogni anno un libro o una corposa esposizione, come quella tenutasi al Circolo Artistico Bergamasco nel settembre dello scorso anno. Questa volta, dicevo, oggetto delle sue attenzioni è il teatro, di cui illustra, a modo suo, terminologia, momenti, opere e personaggi. Ma il vero obiettivo sono i «teatranti» che, pur non calcando le tavole del palcoscenico, si accreditano spesso come gli attori più famosi (o famigerati, secondo le opinioni!): gli uomini politici che, quotidianamente, attraverso i media recitano la loro parte in modi non sempre ortodossi. Ispirandosi al linguaggio teatrale, insomma, il noto vignettista bergamasco ci offre caricature al vetriolo di molti degli interpreti di quello che è stato chiamato, giustamente, «il teatrino della politica». Si tratta di ben 80 opere, eseguite con la tecnica della «matita morbida» (che, per quel poco che abbiamo potuto vedere in anteprima, morbida non è affatto), inchiostro di china e inchiostri acquerellati per il colore. La mostra, che rimarrà aperta fino a mercoledì 19, dalle ore 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 19,30, sarà inaugurata dal dottor Paolo Moretti, bergamasco, studioso di storia della satira e dell’umorismo, oltre che collezionista fra i maggiori in questo campo. In tale occasione, un altro nostro apprezzato collaboratore, Piero Marcellini, uomo di teatro prima di tutto, ma anche sapido narratore di vecchie storie cittadine, farà omaggio a tutti i presenti del libro che raccoglie le «Fritolade» già apparse sul «Giopì»: sono, come sanno i nostri lettori, 13 «istantanee della memoria» che ci riconsegnano vita e personaggi della Città Alta che fu, con la vivacità, l’immediatezza, la capacità di caratterizzare interpreti e situazioni proprie, per l’appunto, dell’uomo di teatro. Visti i tempi a dir poco calamitosi che ci troviamo a vivere, val la pena di cogliere l’occasione per divertirci nel senso etimologico del termine (dal latino «divertere», che vuol dire deviare, volgere altrove, distrarre insomma). Per quanto, visti i personaggi rappresentati, non so proprio se riusciremo a dimenticare i nostri problemi quotidiani. Ma non è proprio questo il compito d’elezione della satira che, appunto, «castigat ridendo mores »?

G. M.


Da oltre mezzo secolo il nostro vignettista alle prese con momenti di storia nazionale e con i personaggi della ribalta
«Disegno e faccio satira evitando la volgarità»

«Fare della satira per “colpire” una persona evidenziando i suoi difetti, i suoi comportamenti, le sue debolezze, è la cosa più facile di questo mondo. Più difficile, invece, è mettere alla berlina un personaggio obbligando l’interessato a pensare del disegnatore: “però ha ragione”. Ecco, in tanti anni di vignette credo proprio che questo sia stato il criterio di base al quale ho sempre cercato di attenermi». Aldo Bortolotti, l’artista che fra alcuni giorni inaugura una nuova mostra nella sala dell’ex Ateneo di Città Alta, ha sulle spalle, come si suol dire, «anni di carriera », ma nonostante il passare del tempo, il suo umorismo, la sua voglia di sorridere e di far sorridere, sono sempre gli stessi; di quando, studente presso l’Istituto Tecnico Industriale «Esperia», venne invitato dagli amici a disegnare sulla lavagna la caricatura dell’insegnante di chimica prof. Cuppini che si diceva fosse classe, vide la caricatura e disse all’autore: «Non cancellarla. È fatta bene». «In effetti, davanti agli studenti si dimostrò un uomo di vedute aperte - ricorda oggi Bortolotti - ma alla fine dell’anno mi bocciò. Evidentemente se l’era legata al dito». Nonostante sia passato più di mezzo secolo quella è stata l’unica conseguenza negativa provocata dalle vignette e dalle caricature. Eppure sono tante, tantissime. Nato a Vigevano da genitori bergamaschi, da tempo bergamasco a tutti gli effetti, Aldo Bortolotti ha esordito negli anni cinquanta su Il travaso e su altre testate nazionali e locali. In città è noto per le vignette su Il giornale di Bergamo diretto da Vittorio Feltri, per le caricature pubblicate da L’Eco di Bergamo condotto da Sergio Borsi, poi ancora per i disegni su Il giornale di Bergamo del compianto Ettore Carminati, sul settimanale

R.F.


: WebMaister print 23/10/2008 - 17:24
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