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Giopì n. 2 31 gennaio 2008
IN QUESTO NUMERO: ■ LE VIE DI BERGAMO E IL CASO TIRABOSCHI pag. 2 ■ SALDI: VISTO L’IMBROGLIO IN DIRETTA pag. 2 ■ IL DISSERVIZIO POSTALE CHE NON HA MAI FINE pag. 2 ■ LA PAGINA DELLA POESIA BERGAMASCA Francitus Elena Gamba Aimi Abele Ruggeri Emilio Casati Mario Rondi Brüghina Stopabus pag. 3 ■ LIRICA: VERSO IL «DONIZETTI MUSICAL FESTIVAL» pag. 4 ■ IL SILENZIO E LA NEVE: LE BELLE NEVICATE DI UNAVOLTA pag. 4 ■ I BERGAMASCHI ILLUSTRI DI IERI PAPAGIOVANNI XXIII pag. 5 ■ STORIA DI UN AMORE: MATILDE CHE VOLEVAMORIRE pag. 6 ■ SEDUTI AQUEL CAFFÉ... IN PIAZZA VECCHIA pag. 6 ■ I COGNOMI DELLE VALLI BREMBANAE IMAGNA pag. 6 ■ LA PAGINA DELLA LINGUABERGAMASCA pag. 7 ■ I BAMBINI DAVANTI ALLA CHIESA DI SANTALUCIA pag. 8 ■ I TELEFONI ABERGAMO: DALLA STIPELATELECOM pag. 8
Il linguaggio della politica provoca patologie allergiche? LE RIFORME Facciamo gli esami alle parole del politichese un po’per capire un po’per sopravvivereRecenti indagini hanno evidenziato uno stretto rapporto fra alcune espressioni frequentemente usate in politica e manifestazioni patologiche di tipo prevalentemente allergico. Il fenomeno pare particolarmente acuto in Italia. Gli studi sono ancora in corso, ma sembra che uno dei termini più dotati di carica allergenica sia la parola «riforme», forse perché usato dagli uomini politici in ogni occasione. Le reazioni variano grandemente: si va dai disturbi dell’attenzione e perdita di concentrazione fino ad attacchi di vera e propria narcolessia; in altri soggetti invece l’espressione scatena scoppi di riso isterico, nervosismo, agitazione, fino a manifestazioni di vera e propria violenza. Le ipotesi avanzate dagli esperti sulle ragioni scatenanti tale sintomatologia chiamano in causa, ovviamente, l’abuso incredibile che di tale termine si è fatto e si fa nell’ambito della comunicazione politica, ma pare che alla base delle reazioni più estreme vi sia soprattutto un fenomeno di profonda e diffusa frustrazione. Sono decenni - fanno notare - che gli Italiani sentono invocare «riforme» di ogni tipo, in tutti i campi possibili ed immaginabili. Siamo - a parole - il paese più «riformato» del mondo. Non c’è momento in cui non si stia discutendo, in un clima da guerriglia verbale permanente, di una qualche riforma definita indispensabile, indilazionabile (adesso tiene la scena quella elettorale, autentico tormentone ultradecennale). La frustrazione parrebbe derivare, però, soprattutto dal fatto che, anche quando vengono finalmente realizzate, le riforme all’italiana si rivelano una delusione o un fallimento. Due esempi fra i tanti possibili: la riforma della scuola e quella della giustizia. Per quanto riguarda la prima si può dire che non c’è governo che non ci abbia provato. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: secondo recenti ricerche i nostri studenti sono, in media, i più «asini» d’Europa, non solo nelle materie matematiche e scientifiche (tant’è che abbiamo incominciato ad importare ingegneri indiani), ma anche in quelle letterarie, dove c’illudevamo di primeggiare. Gli ottimisti ad oltranza fanno però notare che molti studenti stanno sviluppando abilità alternative, come l’uso dei videotelefonini per documentare le loro, diciamo, esuberanze. Nasceranno da qui i nuovi Fellini ed Antonioni? Quanto alla giustizia basta ricordare i tempi biblici di ogni procedimento, sia civile che penale. E ciò nonostante gli sforzi ammirevoli profusi da tanti governi (si pensi, ad esempio, al generoso impegno del governo Berlusconi in questo campo!). Sono di questi giorni le dichiarazioni dei magistrati milanesi che si sentono socialmente inutili, perché il 70% dei loro processi riguarda soggetti non identificati o irreperibili, oppure reati coperti da indulto o prescrizione. Di che far cadere le braccia. E scatenare, appunto, reazioni allergiche ogni qual volta si sente un politico invocare, per l’ennesima volta, le «necessarie riforme». Questo è solo un primo esempio. Di altri parleremo nelle prossime puntate.
Medicus
Che sia bello, che sia brutto, abbiamo qui il Duemilaotto Ecco le previsioni: talmente paradossali da sembrare verePure quest’anno mi arrischio nelle predizioni, sebbene si sappia che i pronostici di mago Balù siano i più confermati dai fatti. Ma l’esercizio di anticipare gli accadimenti resta tuttavia una sorta d’azzardo, in quanto i protagonisti dei vaticini, dopo averli letti, anziché accettarli democraticamente, fanno di tutto per alterarne l’esito previsto. Quest’anno, poi, le ristrettezze economiche mi hanno obbligato al risparmio sulla sfera di vetro, avvezzo com’ero alle veraci palle italiane, ho dovuto ripiegare su una modesta palla «made in China» e, sapendo che i cinesi più che blaterare lavorano indefessi, mi sorge il legittimo dubbio che, di palle, non se ne intendano troppo. Cosa ci porterà, dunque, il 2008? Fisso la sfera e cerco di anticiparvi alcuni eventi. Ci sarà una novità riservata ai turisti, ancora senza titolo, ma dovrebbe essere «Bergamo trekking»: impegnerà l’ospite in arrivo alla stazione o all’aeroporto, a raggiungere in bus via Baioni, sgambare fin sotto le Mura, dove con ben 30 metri di ascensore si eleverà a S. Agostino, poi riprenderà la marcia fino a Piazza Vecchia, dove con altri 30 metri di ascensore salirà sul Campanone per godersi il panorama della città dall’alto. Onde evitare contrasti con i bar, sul percorso non sono previsti punti di ristoro, né sarà installata la segnaletica, per non carpire al turista l’emozione dell’avventura. Poi si preannuncia uno studio sulla forma allergica dei vigili a perseguire i proprietari dei cani sporcaccioni; seguirà una prova pratica in cui dovranno percorrere un pezzo di marciapiede con gli occhi bendati e controllare poi le suole per convincersi che il problema esiste. Qualora non sortiscano risultati, sono già in progetto per i cani pitalini «pendant » ad autopulitura chimica, completi di retroapplicazione; dal provvedimento verranno esonerati solo i San Bernardo che acconsentiranno a spostare la botticella sul retro. Bergamo riceverà il titolo onorifico di «Roma due»; dopo l’Accademia della Guardia di Finanza, avremo la Scuola Superiore della Magistratura e già si pensa ad un Park Residence per accogliere i parlamentari vittime del futuro taglio delle poltrone (sempre che avvenga davvero). Strapperemo a San Gimignano il titolo di «Città delle 100 torri», oltre a quelle del nuovo ospedale, avremo le nuove costruzioni previste sulle aree ex Filati Lastex, ex Fervet, ex Ospedale, ex ecc. ecc. Sarà comunque imposto un accorgimento intelligente: che sia dipinto sulle facciate dei grattacieli il profilo di Città Alta, in modo da non perdere nulla del valore paesaggistico. Oso avanzare un piccolo suggerimento: eseguirne almeno due pendenti, in modo da strappare il titolo anche a Pisa. Una brillante idea risolverà il trentennale blocco del traffico a Pontesecco; la soluzione sarà semplice: invertire il senso di marcia. I brembani, anziché direzionarsi sulla città, valicheranno il passo di Zambla e convoglieranno in val Seriana entrando in città dalla Martinella, dove entro il 2009 è previsto un altro sovrappasso; non solo, ma su quel percorso avranno pure la fortuna di usufruire del tram veloce. Purtroppo, un primo progetto che prevedeva di valicare il passo di S. Marco e arrivare in città da Ponte S. Pietro è caduto per l’ostilità dei valtellinesi. Anche contro l’inquinamento atmosferico avremo un’eccezionale soluzione: la bomboletta; non si tratta di spruzzare del deodorante, ma, al contrario, di catturare lo smog. Ogni pedone sarà munito d’una bomboletta aspirante in cui senza fatica, mentre cammina, accumulerà i gas presenti nell’aria. Sono in corso trattative con la Siad per commercializzare l’anidride carbonica raccolta nelle bombolette, ma il comando dei vigili è seriamente preoccupato, in quanto temono una esaltazione del traffico pedonale da parte dei soliti profittatori che vorranno riempire più contenitori. Avremo un consistente aiuto alle casse comunali dalla formula negativo uguale positivo; ad ogni domenica ecologica nessun vigile s’apposterà alle barriere (ma forse non è una novità); ci saranno invece dei distributori automatici di moduli per contravvenzione. Chi circola senza permesso (lato negativo) ritirerà il modulo e compilerà da sé la multa (lato positivo), consentendo risparmio di personale e cospicui introiti al Comune. Nei periodi di supertraffico, invece, l’incremento delle entrate verrà da un apparecchio di nuova concezione: l’autolentus, esattamente il contrario dell’autovelox. Chiunque sarà pescato a viaggiare sotto una certa velocità incapperà in multe salatissime, a chi si ferma sarà ritirata la patente. I calcoli degli analisti prevedono che il gettito delle infrazioni, nelle giornate di punta, potrebbe consentire all’Amministrazione di abolire l’Ici. Il 2008 risolverà anche il problema delle zanzare-tigre, lasciate libere di svolazzare la scorsa estate, importeremo dai paesi esotici le zanzare-scimmia. Essendo tale animale acerrimo nemico della tigre, di cui segnala la presenza con alte urla, il fastidio sarà sicuramente debellato. Resta ancora da risolvere un dettaglio marginale: dove far fuggire i cittadini quando udranno le urla scimmiesche. Ma non v’è dubbio che qualche scappatoia la troveranno. Dovrei ancora parlarvi di: stadio, tram, passerelle, sottopasso, parcheggi, fontanelle, ecc. ma a questo punto minacciano di togliermi la palla e...non ambendo a divenire un Colleoni minorato, taglio qui e vi auguro Buon anno!
mago Balù
«Una piazza per gli artisti» ma anche «Artigianato in piazza» Due appuntamenti distinti per dare spazio ai protagonistiIl Ducato di Piazza Pontida, ha deliberato di scindere l’iniziativa denominata «Una Piazza per gli Artisti» in due manifestazioni distinte, al fine di ovviare ai problemi sorti negli ultimi tempi. Una, con l’attuale denominazione di «Una Piazza per gli Artisti», riservata esclusivamente a pittori e scultori, come era in origine, da svolgersi sempre la quarta o ultima domenica dei mesi di marzo, aprile, maggio, settembre, ottobre e novembre. Quota d’iscrizione € 25,00. La seconda, con denominazione «Artigianato in Piazza», riservata a tutte le altre attività manuali, con oggetti di esclusiva creazione propria, che si svolgerà sempre negli stessi mesi, ma in una diversa domenica: 6 aprile, 18 maggio, 15 giugno, 21 settembre, 19 ottobre e 9 novembre. Quota d’iscrizione € 25,00. Il responsabille delloe due manifestazioni è Sig. Vittorio Previtali, coadiuvato da Pino Corazza.
Per il Ducato di Piazza Pontida Pino Corazza
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