:: Giopì 2008  
 
Giopì n. 3 - 15 febbraio 2008 ::  

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Giopì n. 3
15 febbraio 2008





IN QUESTO
NUMERO:


■ LINEA 11: DAL DON ORIONE AL CIMITERO, PASSANDO PER L’OSPEDALE pag. 2
■ LA PAGINA DELLA POESIA BERGAMASCA pag. 3
■ LA PITTURA DEL NOVECENTO IN MOSTRA NELLABASSA BERGAMASCA pag. 4
■ I BERGAMASCHI ILLUSTRI DI IERI: CLARAMAFFEI pag. 5
■ GLI OROLOGIAI BREMBANI DEL XVIII E XIX SECOLO pag. 6
■ CONCLUSO IL CORSO DI DIALETTO ALLA CELADINA pag. 7
■ PIETRO GAMBA: IL MEDICO DEI CAMPESINOS pag. 8



ALLA FINESTRA
Vogliono l’Assessore!

La città di sopra s’agita. Dacché i bei Parlamentini, «figuranti» democratici, forse a causa... di quattrini stan sparendo ad uno ad uno, già si sente... di nessuno. Subdorato quel pericolo tra i passaggi più umilianti, quel Consesso, il terzo, in bilico, mette già le mani avanti: «Qui o si vince oppur si muore, noi vogliamo l’Assessore! Tutto nostro, responsabile d’ogni nuovo accadimento, nello stesso tempo affabile, pronto, sotto giuramento, a guidarci da vicino... se scadrà il Parlamentino! D’altre zone a rischio simile, che non l’han pensato prima, cosa dire? Ohimé, s’arrangino!». Qui potrà mancar la rima, ma una tale preferenza può sconvolger la coscienza. Giusto ciò, la Vice Sindaco, sul momento avrà pensato rispondendo... all’altitudine, non che il “voglio” è inusitato, ma, per esser più sicura, che è... proposta prematura.

Francitus


Il politichese italiano e le reazioni allergiche
PENE D’AMOR
PERDUTE
Le parole della politica
sotto la lente d’ingrandimento

Come segnalavo la volta scorsa, sono proprio le espressioni più usate nella comunicazione politica (autentici mantra, invocazioni rituali che sostituiscono la realtà) quelle che scatenano le reazioni più vivaci. Una delle più note in tal senso è quella che richiama la «certezza della pena». Non accade ormai fatto di sangue o episodio criminale che non spinga i nostri politici (di destra, di sinistra, di centro), i magistrati, le forze dell’ordine, i sociologi e via elencando ad evocarla. Il cittadino si chiede come mai, se tutti son d’accordo, nessuno fa niente per renderla «certa» questa benedetta pena. Il governo di centrodestra la invocava un giorno sì e l’altro pure; poi approvava leggi (come l’abbreviazione dei tempi di prescrizione del reato) che sembravano andare in direzione opposta. Quello di centrosinistra - per dimostrare che tutto era cambiato - ha approvato la ferale legge sull’indulto, con l’appoggio per altro di buona parte dell’opposizione. Queste, semplificando al massimo, le ragioni che i miei pazienti adducono per spiegare la loro ipersensibilità fisica e psichica sull’argomento. Ma di questo riparleremo. Oggi volevo solo ricordare, al riguardo, un episodio curioso, anche se certamente marginale, che mi è capitato poco tempo fa. Mi è piombato in ambulatorio un mio paziente, particolarmente sensibile a queste cose, in preda a un furioso attacco di orticaria. Causa scatenante, a suo dire, la notizia che l’allora ancora governatore della Sicilia Cuffaro, nonostante fosse stato condannato a cinque anni di galera, non solo non era stato messo dentro, ma aveva festeggiato la notizia a pasticcini con i suoi collaboratori. «Lei, dottore - mi ha assalito - mi aveva detto che fino a tre anni nessuno viene più messo dentro grazie alla legge sull’indulto. E va bene….anzi, no, va male! Ma questo di anni ne ha presi cinque. E allora?». Per concludere con il rituale: «Al solito. Ci prendono in giro!». Ho cercato di spiegargli che io faccio il medico, non il giurista. Che, però, se Cuffaro era fuori una ragione doveva esserci. L’Italia ha una delle legislazioni penali più avanzate del mondo. Magari il giudice ha tenuto conto della personalità complessiva del condannato, dei suoi comportamenti sociali. «Che ne so - ho buttato lì -. Pare che il governatore sia un tipo così bonario, affettuoso, socievole. Pensi che lo chiamano «vasa-vasa», che vuol dire «bacia-bacia», perché ha l’abitudine di baciare e abbracciare tutti,
sempre: gli elettori, i collaboratori, persino gli avversari politici». Si è calmato e, mentre gli rinnovavo la ricetta dell’antistaminico, sorrideva pure. Il problema è che, al momento di andar via, ha voluto anche lui abbracciare e baciare con trasporto me, la mia infermiera e tutti quelli che si trovavano in sala d’aspetto, compresa la signora Maria, che ha 95 anni e per dieci minuti è rimasta in stato catatonico. Temo che abbia continuato così con tutti quelli che ha incontrato fino a casa. Speriamo che qualcuno non abbia equivocato sulle sue intenzioni e non l’abbia riempito di botte. Mah! Certo che in Italia perfino fare il dottore della mutua è diventato terribilmente complicato.

Medicus


Rasgamento 2008, la vittima sacrificale individuata dai saggi del Ducato
In che stato il «salotto» di Bergamo
e in che mes-ciòt i Colòne de Prat!

Quest’anno sul rogo che concluderà la sfilata di
Mezza Quaresima salirà il Quadriportico
del Sentierone che da anni subisce le conseguenze
del tempo e le Colonne di Prato assediate
dalle auto e dalle moto parcheggiate troppo vicino

L’anno 2007 - tutto da dimenticare - si è concluso miseramente con quella sceneggiata della munnezza che, per quanto circoscritta alla Campania e zone limitrofe, copre di vergogna l’Italia intera. Per contro, il 2008 è iniziato con qualcosa di ancor peggio: le dimissioni del ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella, coinvolto con la moglie ed altri capoccia in una lucrosa ripartizione di posti e prebende a favore di amici e sostenitori. In un’atmosfera di questo genere, anche le peggiori magagne di casa nostra assumono le proporzioni di semplici birichinate ed è stata forte quindi la nostra perplessità quando, come ogni anno, ci siamo riuniti per scegliere il tema del tradizionale rito rasgamentario di mezza Quaresima. Perciò, convenimmo, per questa volta, di usare la mano leggera, frugando tra le grane di seconda categoria, quelle cioè che non provocano scioperi, scontri con la polizia, occupazione di binari ferroviari o scuole, invasione dei campi di calcio e via di questo passo. Ci siamo così orientati sulle precarie condizioni in cui versa, da ormai troppo tempo, l’attuale centro cittadino - capolavoro urbanistico siglato dall’architetto Piacentini e autentico salotto della Bergamo moderna - compreso tra le colonne del cosiddetto Prato di Borgo S. Leonardo e la chiesa di San Bartolomeo. Più in particolare: l’intero porticato del Sentierone, col Quadriportico e tutti i porticati che si affacciano su piazza Dante, si presentano come una vetusta residenza patrizia abbandonata da decenni, con la pavimentazione a mosaico sconnessa in più punti e spesso priva dei tasselli originali; inoltre i soffitti sono ricoperti di fuliggine, con le pareti completamente alterate nel colore originale. Al riguardo, potrebbero venire rispolverati alcuni particolari accordi che, mi risulta, coinvolgono anche la società immobiliare, proprietaria degli stabili interessati. Altro problema che mortifica il salotto buono del centro cittadino è quello relativo alle cosiddette colonne di Prato, di cui parliamo anche in altra parte del giornale. Ben volentieri do atto che l’idea è stata felice, perché tutto quanto si richiama al nostro passato è motivo di sincero compiacimento. Ma la giusta esigenza di interdire il libero accesso degli automezzi a via XX Settembre, diventata ormai strada pedonale, è stata, a mio giudizio, mal risolta, con quella dozzina e passa di paracarri, che fanno solo confusione e richiamano alla fantasia di qualche osservatore altrettanti pulcini che se ne vanno per l’aia con accanto babbo gallo e mamma chioccia. Possibile che la Civica Amministrazione non disponga di validi consulenti artistici? Sarebbe la seconda volta, nel giro di pochi anni, dopo quella di piazza Pontida, con l’adiacente Largo Rezzara! Il Duca Lìber I° (Bruno Agazzi) dà pertanto il suo O.K. affinchè il prossimo Rasgamento della Vecchia venga così definito: «Dalle Colonne di Prato al Quadriportico»

Pier Franco Goggi

: WebMaister print 17/10/2008 - 21:32
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