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Giopì n. 9 15 maggio 2009
IN QUESTO NUMERO: ■ LINEA TRE: NUOVO OSPEDALE - VIA CORRIDONI pag. 2 ■ LA PAGINA DELLA POESIA BERGAMASCA pag. 3 ■ BERGAMO VISTA DA MARIA REGAZZONI pag. 4 ■ ARTE MODERNAE CLASSICA IN MOSTRA ALLA GAMEC pag. 4 ■ BERGAMASCHI ILLUSTRI GIOVAN BATTISTA RUBINI pag. 5 ■ VISTALLO ZIGNONI: UOMO E SOLDATO DEL’500 pag. 6 ■ PUBBLICATO IL DIARIO DI GUERRA DI NINO CALVI pag. 6 ■ QUEL FILONE DI SCRITTI IN BERGAMASCO CHE SI DIRAMA SOTTERRANEO pag.7 ■ SECONDO CONCORSO POETICO DI COLZATE pag. 7 ■ NEL XV SECOLO MINACCIATA L’ESISTENZA DEL MONASTERO DI ASTINO pag. 8 ■ PERSONALE DI PIETRO MOSCA: COME POLLINE pag. 8
ALLA FINESTRA Farci stare il sette nel treDopo tante e tante dispute, digressioni, incantamenti,forse è giunto inesorabile per quei sette parlamenti... sempre più al diminutivo, il verdetto decisivo. Diciam: forse, accontentandoci delle odierne notiziole confermanti il fatto endemico che viviamo di parole. Tuttavia, fuor dal bisbiglio, pronunciato s’è il Consiglio. Lì, ce l’hanno con i numeri, specialmente con il sette che, sebbene appaia dispari, porta spasimi e disdette. Così han dato voti buoni solo a tre Circoscrizioni. Con la norma alquanto drastica - quattro già son bell’e uscenti - di ridurre a due il ripetersi del mandato ai presidenti. Lor, che stavano in attesa, forse un po’ se la son presa. Come sempre, noi, insensibili per non perdere il mestiere, dopo tante e tante chiacchiere, facciam finta di tacere, mentre lor non sanno, ahimé, farci stare il sette in tre
Francitus
Convivio di primavera nel grosso centro della «bassa» Un memorabile banchetto sancisce l’alleanza tra il Ducato e MartinengoAndiamo indietro nel tempo, quando la sorte di regni e principati era affidata a connubi d’alleanza. Se già allora il legame mirava a relazioni di amicizia e stabilità, lo stesso spirito è venuto ora ad alleare due nobili comunità: il Ducato di Piazza Pontida e il contado di Martinengo (che per urbanistica e testimonianze meriterebbe l’attributo di Borgo storico). A ratificare la coalizione il fraterno incontro conviviale di domenica 19 aprile al ristorante «Tre lanterne» di Martinengo, dove la corte ducale, insieme a una consistente rappresentanza della comunità locale, hanno animato il «Convivio di primavera». Dopo la lettura dell’art. 3 dello Statuto del Ducato e il breve saluto del serenissimo duca Lìber Prim, vero nutrimento intellettuale prima del soddisfacimento corporale, i convitati si sono dedicati da par loro all’arte manducatoria. Distolti da tale impegno solo dall’inattesa apparizione della «Baghèt Band», un gruppo in costume formato da 32 elementi di tutta la bergamasca, che ha ottenuto di recente ospitalità a Martinengo, esibitosi nel bel mezzo del pranzo allietando la già calorosa atmosfera. Col tradizionale baghèt (cornamusa) ed il coro, hanno eseguito alcuni canti popolari, accompagnati dalla fresca presenza dei piccoli Davide e Sofia. Ciò fino al momento delle onorificenze, che il generoso animo del Duca suole concedere per particolari meriti e operoso sostegno ai principi del Ducato. La magnificenza ducale ha investito a Console di Martinengo e vicinie il cav. Pasquale Busetti, conferendogli allo stesso tempo il titolo di Alfiere ducale. Persona distintasi per l’impegno civile, essendo stato alla presidenza di enti come la Pro Loco, l’Avis, il Circolo artistico. Non meno sonante la risposta del cav. Busetti che ha omaggiato il Duca d’un ritratto di Beethoven, ripromettendosi di invitare il Ducato alle celebrazioni, qualora venga accolta l’istanza di inserire Martinengo tra i 104 borghi più belli d’Italia. Uno scambio di saluti anche con l’attuale presidente della Pro Loco sig. Ferruccio Ferrari, con il dono d’una guida storico-artistica, e l’ex Sindaco Franco Gatti. Poi spazio all’arte figurativa: il presidente del Circolo Artistico Martinenghese sig. Angelo Bonacina ha donato per la quadreria ducale un dipinto a olio, opera collettiva di 20 artisti del Circolo, avente per soggetto la maschera di Gioppino sullo sfondo di Città Alta e, sull’onda degli omaggi, il sig. Gianpaolo Zanchi ha consegnato a Bruno Agazzi, Gianluigi Morosini, Romano Mossali e alla Baghèt Band un’acquaforte. Il cerimoniale è ripreso con la poesia conviviale del Francitus, seguita dal cavalleresco torneo poetico che ha visto in campo Carmen Fumagalli Guariglia, Salvatore Conti, Emanuela Giovannessi, Gianfranco Ferrari, Anna Rudelli, Silverio Signorelli, Rita Rossi. Meno sublime, seppur munifica per i prescelti dalla sorte, l’estrazione dei premi, di sua natura generatrice di alcune gioie e parecchie delusioni. Ma il dolce e lo spumante hanno subito ristabilito il clima. In ultimo, l’autorevole indirizzo di ringraziamento del Duca alle autorità presenti e al popolo ducale tutto, ha sigillato lo storico incontro artistico, gastronomico, culturale tra il Ducato di Piazza Pontida e la mirabile Martinengo.
Silli
Interessante aperitivo culturale prima del Convivio di Primavera Alla scoperta dell’antico borgo
La proposta è partita da Pasquale Busetti, neo Console Ducale per Martinengo e dintorni, ma soprattutto ex attivissimo Presidente della Pro Loco, conoscitore ed estimatore dei diversi aspetti storici, artistici e culturale del suo bel borgo: perché non far precedere l’incontro conviviale da una visita di gruppo alla scoperta delle attrattive turistiche dell’antico centro? Certo, in un’ora e mezza non poteva trattarsi che di una veloce ricognizione; sufficiente comunque a dare un’idea delle tante cose da scoprire (o riscoprire) e dal rafforzare in tutti i presenti la convinzione che la nostra provincia possiede tanti tesori nascosti, sconosciuti, talora, agli stessi bergamaschi, che andrebbero maggiormente valorizzati. La visita non poteva che riguardare il centro storico, quello racchiuso dal Fossato Colleonesco, che accoglie al suo interno la maggior parte dei monumenti e dei palazzi d’importanza storica, architettonica e artistica. Vi siamo entrati dall’ingresso principale - quella Porta Garibaldi (anticamente Porta Tombino) ove arrivava la strada proveniente da Bergamo - scavalcando l’antico fossato, esistente fin dal XII secolo e in seguito dotato di un ampio giro di mura. Martinengo, che entrò nel 1428 a far parte dei domini veneti, nel corso del XV secolo divenne feudo di Bartolomeo Colleoni, il quale gli impresse un notevole sviluppo, restaurando, ampliando e rafforzando fossato e cinta muraria, ripristinando la via porticata, dotando il centro di quasi tutti i suoi monumenti più importanti. La nostra guida ce ne ha mostrati solo alcuni, dalla casa- torre dei Colleoni al Palazzo del Comune, che si affaccia sulla bella ed ampia Piazza Maggiore, vero cuore pulsante del centro storico, con i suoi edifici porticati, l’ampia facciata settecentesca dell’antico ospedale, la Torre dell’Orologio, i resti di interessanti affreschi quattro-cinquecenteschi. La cosa che più mi ha colpito è stato il carattere di centro ancora pulsante di vita comunitaria, con la gente che si affolla sulla piazza e sotto i portici, che si incontra e si trattiene a chiacchierare in un’atmosfera rilassata ma non sfaccendata, dove tutti si conoscono e si riconoscono nel cuore del loro antico borgo e della sua bimillenaria storia: una storia e una cultura comuni, tradizioni condivise, un’identità precisa che a Martinengo viene assicurata in primo luogo dal suo prestigioso passato. Fra le altre cose che abbiamo visto e che l’amico Busetti ci ha brevemente illustrato, vorrei menzionare almeno il cosiddetto «Filandone», bellissimo esempio di archeologia industriale eretto nella seconda metà del XIX secolo, dove il nostro Olmi girò alcune scene de «L’albero degli zoccoli». Non è stato possibile, purtroppo, visitarne l’interno, dato che è in corso la sua trasformazione in centro polivalente di tipo culturale, ma basterebbe l’alta facciata neogotica con gli ampi finestroni a raccomandarlo come uno degli esempi meglio conservati di questi edifici, che sono stati a ragione definiti come «cattedrali della seta». La visita si è conclusa presso l’antico Monastero di Santa Chiara, fondato da Bartolomeo Colleoni nel 1475, dove l’arte antica passa il testimone a quella moderna: vi ha infatti sede il Circolo Artistico Martinenghese, dove diverse decine di giovani apprendono e praticano le diverse forme di espressione artistica. Pasquale Busetti ci ricordava, durante il pranzo, che è già stata avanzata richiesta per inserire Martinengo nel numero dei più bei borghi italiani (in Italia sono più di cento, dei quali solo quattro in provincia di Bergamo). Gli auguriamo e ci auguriamo che la richiesta venga accolta. Così come ci auguriamo che la bella iniziativa venga ripresa e il Ducato offra, in occasione di ogni pranzo sociale, anche la possibilità di una riscoperta del centro scelto per il nostro incontro conviviale.
A cura di Gianluigi Morosini
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