PRESENTAZIONE
Come la maggior parte delle persone della mia generazione, capisco e parlo il dialetto bergamasco fin da piccolo: da moltissimi anni poi vivo da vicino le tante attività del Ducato organizzate intorno alla nostra lingua.
Eppure non smetto mai di stupirmi per la sua ricchezza, la varietà del suo lessico, la fantasia creativa dei suoi modi di dire.
Credo capiti la stessa cosa con tutte le lingue: esse non sono mai soltanto degli strumenti utilitaristici per la pura necessità della comunicazione, ma nascondone nelle loro pieghe più risposte e segrete immagini, espressioni, costruzioni logiche e invenzioni verbali che le danno colori e sapori unici ed inconfondibili.
Dentro ogni lingua sta tutto un mondo, è racchiusa una storia collettiva, si rileva l'identità di una popolazione.
Per questo - credo - quella di tradurre è un'arte tanto difficile quanto affascinante e neppure il miglior traduttore riesce mai a rendere appieno le sfumature di un testo.
Ne abbiamo una riprova nei libri e nelle poesie di Carmelo Francia tradotti e commentati a modo suo e da par suo " per così dire ",lavori che hanno richiesto un'approfondita conoscenza del mezzo espressivo indagato, frutto della frequentazione di tutta una vita, ma anche di studi e riflessioni affinati in decenni di scrittura dialettale.
Aggiungete la straordinaria facilità versificatoria del nostro Francia, messa alla prova in mille occasioni nel corso di ormai numerosi decenni.
Ed è con tale spirito che il Ducato di Piazza Pontida ne fa omaggio a tutti gli amici navigatori del Web e a tutti coloro che - per riprendere ancora il concetto espresso dal nostro FRANCITUS - non vivono la condizione di dialettofoni come segno di una "minorità" culturale e sociale ma la sentono ancora come componente ineliminabile della loro identità più profonda ed autentica, di cui andare fieri.
Lìber Prim
Duca di Piazza Pontida
Vocabolario Italiano / Bergamasco
Sènto manére de dì
Menabò
Ricordando Carmelo Francia e il «suo» Giopì
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